Adams MaxFlex

Componenti flessibili senza compromessi nelle simulazioni multibody
Horizontal spacer

La necessità di simulazioni più affidabili
Velocità, leggerezza e precisone sono le caratteristiche che l’evoluzione degli ultimi anni sempre più richiede ai sistemi meccanici. Questi però spesso contengono uno o più componenti la cui flessibilità non può essere trascurata. Considerarne con precisione le deformazioni diventa quindi necessario per poter valutare correttamente le prestazioni del sistema.

Approcci tradizionali ai corpi flessibili in Adams
Gli utenti Adams possono contare su A/Flex già da molti anni per modellare correttamente le deformazioni lineari dei componenti costituenti i loro sistemi dinamici.

Quando però si hanno componenti dal comportamento spiccatamente non lineare, per ragioni geometriche o per il materiale con cui sono realizzati, come può essere una sospensione a ponte torcente o il tassello di supporto di un motopropulsore, Adams Flex non consente di coglierne con precisone il comportamento.

A soluzione di questo problema e superare i limiti della attuale tecnologia, abbiamo introdotto nella soluzione multibody una nuova tecnologia in esclusiva per i nostri utenti MaxFlex.

MaxFlex consente la rappresentazione fedele di nonlinearità geometriche (grandi deformazioni), dei materiali e delle condizioni al contorno. MaxFlex introduce infatti nella simulazione multibody l’analisi agli elementi finiti nonlineare implicita.


Modello fornito da Volvo Cars

Alcuni dei punti chiave di MaxFlex:

  • Utilizzando Adams MaxFlex, un analista multibody può aumentare l’accuratezza del modello includendo il comportamento strutturale nonlineare
  • Si tratta di un flusso di lavoro ottimizzato, simile ad Adams Flex
  • La simulazione viene eseguita interamente all’interno di Adams
  • L’efficienza computazionale è garantita dall’uso del metodo SMP (shared memory parallel)
  • È semplice predisporre i modelli ed eseguire la simulazione
  • Non è necessario nessuno strumento di terze parti per generare animazioni che includano sia le parti rigide che quelle flessibili, poiché è sufficiente utilizzare Adams/Postprocessor


MaxFlex workflow

Vediamo del potenziale per MaxFlex nello studio di missioni di durata, dove deformazioni permanenti dei componenti delle sospensioni possono alterare il percorso di carico e i carichi stessi, considerando così anche fenomeni che non è possibile cogliere con l’uso dei soli MNF. Avere questa funzione in un ambiente MBD ci aiuterebbe a generare carichi più realistici già nelle prime fasi della progettazione."Chandra Tangella, Loads Analysis Engineer at FCA

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